LIBERI DALLA FORMA

IL PRIMO BLOG NET-FUTURISTA

domenica, ottobre 25, 2009

Augias e Antinucci attaccano il web 2.0. La risposta del Net.Futurismo.

Analisi tragi-comica dell’ennesima prova di cialtroneria televisiva

CORRADO AUGIAS E FRANCESCO ANTINUCCI
presentano
Il web come lo vedono due uomini di un altro mondo
(tutte le informazioni sono controllate, garantite e certificate da Laterza e da RaiTv)


Questa è la storia di una trasmissione televisiva.
Una trasmissione realmente andata in onda il 23 ottobre dell’anno 2009 su Rai Tre.
Una trasmissione intitolata Quali sono i segreti di Internet e come ci ha cambiato la rete?.
Chi ha padronanza con il web sa bene che non c’è nulla da aspettarsi dalle trasmissioni televisive con un titolo del genere, sa bene che da qualche anno la televisione ha dichiarato guerra al web, proprio perché è il medium che le ha sottratto fette sempre crescenti di pubblico. Tuttavia è il caso di gettare uno sguardo attento, ma sempre divertito, a questa trasmissione, prendendola come emblema della condizione della televisione contemporanea, ormai divenuta lo specchio delle tendenze più retrograde e scopertamente reazionarie del nostro Paese. Seguirà quindi una


cronaca e analisi tragicomica dell’ennesima prova di cialtroneria televisiva

Augias introduce:
“Una buona parte di noi, non solo in Italia, usa ormai vivere una parte della giornata in maniera virtuale. Dentro l’internet, dentro il computer c’è un mondo che ci aspetta con i suoi lati positivi e negativi, fatto sta che è lì e una buona parte di noi vi ricorre”.
Già si vede da questi toni generici e balbettanti che non sarà certo una trasmissione illuminante: l’impiego del termine “virtuale” è la tipica spia per comprendere che chi parla è lontano dal web e non lo ritiene ancora integrato nella realtà.

Servizio su google di 30 secondi. Poi entra Antinucci, il professore, e inizia una discussione generica e banalissima su google e sul suo algoritmo.
Tutta la descrizione è in termini velatamente negativi, fino alla definizione di Augias
“un cretino velocissimo”, riferita proprio all’algoritmo. Lasciamoglielo dire, ci sarà spazio in seguito per capire chi è il cretino.
Antinucci: “L’algoritmo di google fa degli errori enormi e chiunque lo usa lo sa. A volte tira fuori delle cose che non c’entrano nulla”
Patetica inquadratura su una signora del pubblico che annuisce, come a dire “sì, è proprio vero, pure con me sbaglia sempre!”
Antinucci: “L’altro giorno cercavo una cosa che avesse a che fare con le analisi del sangue e mi viene fuori un articolo sulla principessa di sangue reale”.
Risate patetiche telecomandate al penoso tentativo di essere divertente.
E ancora: “Essendo cieco non ha questa capacità
E poi perla di saggezza finale sul tema:
“Guai a prenderlo come oro colato, come rilevante!”. Ricordatelo tutti eh! Non è oro colato!

Video su wikipedia.

Augias guardando il pubblico:
“Vedo dei giovanotti. Chi di voi usa google e wikipedia?”.
4-5 alzano timidamente la mano. Un pubblico disinternizzato! in una trasmissione in cui si parla di internet! Incredibile! Dove li saranno andati a cercare?


Inizia quindi la rituale pubblicità al libro scritto da Antinucci, edito da Laterza.
E qui la trasmissione entra nel vivo e nel comico insieme. Anzi possiamo dire che finora ci siamo annoiati. Quello che leggerete ora ha dell’incredibile (del ridicolmente incredibile).

Comincia Augias:
“Ora il pericolo è questo. La velocità di ricerca di questo motore è tale per cui una persona un po’ pigra come me, sta lì, deve controllare la data di nascita del tal personaggio, e invece di alzarsi come facevo fino a pochi anni fa, andare alla libreria che sta 4 metri dietro le mie spalle, mi evito quegli 8 metri andata e ritorno, e lo faccio lì, lo digito. E questo da una parte è un grande vantaggio ma dall’altra è una tragedia. Perché se andavo a sfogliare il libro magari trovavo altre cose…”
Ma come! Augias! È esattamente il contrario. Non ti sei accorto di come funziona il web? Una delle novità assolute è proprio costituita dal fatto che mentre si cercano informazioni di un certo tipo ci si imbatte in altre di natura affine e meno affine. È l’essenza della rete creare collegamenti continui da una pagina all’altra del web. E tu vuoi dirci che sul libro troveresti più spunti? E che libri leggi, Augias? “Tutto il mondo in 500 pagine” o qualcosa del genere? Lo vogliamo pure noi quel libro!
Non ci è dato sapere come si faccia a sostenere simili fesserie in televisione dopo un decennio circa in cui il web è diffuso più o meno in tutte le famiglie italiane.

Ma ecco il grande show del professor Antinucci, che merita di essere riportato parola per parola:
“La cosa da tener presente è proprio la differenza della qualità della conoscenza e dell’informazione che troviamo in questo modo. Non bisogna dimenticare che se facciamo quei 4 passi per andare alla libreria, dietro quella c’è tutto un altro mondo. Quel libro è stato pubblicato, come questo che lei ha in mano, vuol dire che qualcuno ha deciso di pubbicarlo, ha passato un giudizio di un qualche tipo. Non solo! Se sta in una biblioteca pubblica, in una libreria, ha passato un altro giudizio, di colui che l’ha scelto per la biblioteca o l’ha comprato. Se si va a cercare su internet non è così, non c’è nessun filtro, non esiste nessuna garanzia di questo e siccome l’algoritmo è cieco bisogna stare attenti. Purtroppo questo tipo di accesso diretto che sembra un vantaggio non è poi così un gran vantaggio”
Antinucci getta così finalmente la maschera. Lo afferma chiaramente: il suo è tutto un altro mondo. Lui è l’apostolo della tradizione, per lui le notizie e le opinioni devono passare giudizi. Bisogna avere garanzie. E chi le dà queste garanzie? Questo è un mistero. Chi possa garantirci la qualità delle informazioni e delle opinioni non è chiaro. Ovviamente si tratta di una concezione elitaria che per fortuna sta sparendo proprio con il web. La cultura come cosa per pochi, e creata da pochi, antico residuo di un mondo lontanissimo ormai dalla sensibilità contemporanea.
Tristemente dobbiamo ancora una volta constatare la pochezza di quelli che dovrebbero essere i nostri intellettuali. Antinucci dice bene che nella libreria c’è tutto un altro mondo. Ma lui pensa a quel suo mondo in termini positivi, rassicuranti. E non comprende che ancora una volta il mondo ha compiuto un grande balzo in avanti e molti uomini di cultura non se ne sono resi conto. Forse in pochi si sono resi conto che anche la stessa idea di “intellettuale” o “uomo di cultura” è un’idea vecchia. Oggi siamo tutti più o meno alfabetizzati, non siamo più nel Cinquecento. Migliaia di persone sul web che non ricoprono alcun ruolo accademico hanno conoscenze e competenze molto più ricche di un Antinucci e si fanno grandi risate ascoltando la sua visione passatista e apocalittica del web.

Ma torniamo alla trasmissione. Augias conferma la linea autoritaria di Antinucci:
“Lei ha toccato un punto fondamentale. Lei ha ricordato il libro che ho in mano che tra parentesi è il suo. Allora io cosa vedo. Leggo Francesco Antinucci direttore di ricerca all’istituto di scienze e tecnologia CNR, si occupa di linguaggio etc. e quindi già so lei chi è. Poi vedo qua editore Laterza. Io mi fido di Laterza perché è un grande editore, di grande tradizione. E quindi va bene. Poi qui nell’altro risvolto vedo una sintesi del libro, che mi fa il racconto rapidissimo di cosa c’è dentro.
Lo sfoglio! Insomma prima ancora di incominciare a leggere ho una serie di informazioni preliminari che mi indirizzano sul contenuto del libro, sulla serietà etc. Tutto questo su google, su internet non c’è. Quindi io posso trovare, successe anni fa, in una ricerca sull’Olocausto, su wikipedia c’era per esempio lo scritto del negazionista che diceva che l’Olocausto era una buffonata, che non era vero niente. Quindi il ragazzino di 12 anni che vede quel sito… Non so se ci siamo spiegati”.
No Augias, non ti sei spiegato e continui a dire fesserie. È una conquista enorme che ci siano tutte le fonti sull’argomento, e non solo quelle che un’elite ha scelto di inserire. Da qualche anno le fonti giuste o non giuste non le scegli più tu o i tuoi amichetti, ma le sceglie il mondo intero, in modo liberale e realmente democratico. Non di quella pseudodemocrazia a cui ci avete abituato voi. La vera democrazia del XXI secolo.
E poi non farci ridere con questa storia di Laterza! Non ti rendi conto che in questo modo stai rispolverando il principio di autorità? Che sei indietro di secoli? E poi fai proprio l’esempio di Antinucci per dimostrare la serietà del libro, proprio mentre il professore sta dando prova del contrario con i suoi scoordinati e traballanti interventi.

Ma eccolo di nuovo il professore:
“Poi bisogna fare attenzione perché wikipedia non è scritta da persone esperte. Perlomeno non c’è alcuna garanzia che sia scritta da persone esperte. È uno strano esperimento, perché è il tentativo di scrivere un’enciclopedia di tutti, che tutti scrivono. Ma non è risolto il problema, non è risolto affatto, il problema di quali sono le qualifiche di chi scrive, a che titolo…. Voi sapete che ognuno di voi può scrivere una voce di wikipedia?”
Augias inizia quasi a prendere le distanze: “Poi ci sono dei controlli”
Ma a questo punto Antinucci la spara davvero grossa:
Non c’è nessun controllo! Questo è bene dirlo. Nessun controllo! Tranne rarissimi casi di argomenti sensibili, non c’è assolutamente nessun controllo. Possiamo fare l’esperimento ora. La voce di wikipedia va lì e starà lì. Sta lì fino a quando qualcuno dice questa voce non va bene cancelliamola”
E allora? Lo sa Antinucci quante cretinate sono state scritte su libri cartacei e non potranno MAI essere corrette da nessuno? Non è una fortuna che su wikipedia le voci siano corrette?
Nel frattempo ho fatto il test come suggerito dal professore e ho inserito una notizia scorretta su una voce poco sensibile, la voce della città di “Latina”. Ebbene, è stata corretta dopo appena 23 minuti. Sarà uno dei rarissimi casi di correzione di cui parla Antinucci? Ma cerchiamo di essere seri! Lo sanno tutti che le voci sono controllate costantemente. Chiunque può provare. Wikipedia è lì.

Di fronte all’ultima colossale cretinata di Antinucci, persino Augias è perplesso.
Ma il professore non si ferma più. Si vede che è una questione personale questa contro wikipedia.
“Il problema è chi è che lo dice? Lei che garanzia ha?”
E poi ritratta parzialmente.
“C’è la possibilità di correggere. Chiunque, di nuovo chiunque può correggere una voce di wikipedia”
“Supponiamo che io propongo che questa voce va cancellata. Il problema è che a quel punto che si fa? Si vota! (con lo sguardo schifato) E tutti votano. Tutti quelli che hanno scritto qualcosa per wikipedia votano. E quindi si decide a maggioranza
Antinucci! Per carità! No, non si vota! E non si vota a maggioranza! Non devono votare tutti! Che assurdità è mai questa della maggioranza! Diciamo che puoi votare solo tu e chi pubblica con Laterza. Va bene così? Così la conoscenza avrà fatto un salto in avanti notevole, no? E tutti saranno sicuri delle notizie che trovano sul web. Se le scrivi tu che pubblichi su Laterza! Ci fidiamo dai.
Anzi facciamo una cosa. Antinucci, ti sfidiamo! Apri wikipedia e scrivila tu la voce “google” e “algoritmo”, e anzi visto che ci sei scrivi pure la voce “wikipedia”. Vogliamo scommettere che entro qualche ora decine di persone più preparate di te avranno scritto questa voce meglio di te? Svegliati dal sonno, professore Antinucci. Non siamo ai tempi dell’Inquisizione.
Al confronto di Antinucci Corrado Augias ormai rischia di sembrare quasi un rivoluzionario e cerca di minimizzare l’ennesima fesseria del professore: “Da una parte è l’applicazione della democrazia…”

Ma non è finita ancora. Parlano pure di twitter.
E Antinucci ancora, riparte come un disco rotto: “Non c’è un controllo anche qui”.
Ora divertiamoci solo per un attimo, perché comunque il duo ci ha regalato uno show non indifferente. E proprio perché viviamo sul web, noi sappiamo cestinarle subito affermazioni sconsiderate come queste. Anche se sono state pubblicate da Laterza e diffuse dalla Rai! Come osiamo! Eretici! Al rogo!
Divertiamoci quindi. Facciamo un’analisi dei termini ricorrenti (già precedentemente evidenziati in grassetto) nel lessico del povero Antinucci e scopriremo subito il suo problema: è un uomo ossessionato dal controllo, dalla garanzia. Nel suo mondo tutto deve essere sicuro, garantito, sottoposto a rigidi controlli. Ma soprattutto Antinucci è spaventato dalla possibilità che le informazioni e le opinioni possano essere prodotte e diffuse da tutti: l’enciclopedia è di tutti, tutti possono scrivere, tutti possono correggere, tutti tutti tutti! Orrore!
In fin dei conti il suo è un residuo di un mondo già estinto, che resiste solo nelle nostre università, e in tutti i luoghi ancorati per definizione alla tradizione (e al potere ovviamente). Perdere la centralità come agenzie incaricate della diffusione del sapere per loro è sicuramente un colpo tremendo. Pensate a questi studiosi che si sono affaticati per una vita pur di arrivare ad avere qualche pubblicazione e qualche titolo accademico. E poi ad un certo punto cosa accade? Che un ragazzino geniale si inventa qualcosa sul web e in un giorno ha più lettori di quanti ne abbiano avuti loro in 40 anni! E loro come rispondono? Dicendo: io ho i titoli, io ho le pubblicazioni, sono io a dire la verità, non loro!
È il mondo che cambia, signori! E voi non volete accettarlo. Scendete dai vostri vecchi scranni, dalle vostre comode cattedre, e gettatevi nella mischia se davvero siete così straordinari come dite di essere. Il mondo di internet, i tutti che tanto disprezzate sapranno riconoscere il vostro talento. Sempre e soltanto se realmente ne avete. Nessuna concessione al vostro buon nome, alla vostra nobiltà culturale. Sul web occorre dimostrare quello che si vale. Non c’è titolo e qualifica che tenga.

Finito qui? Macchè. Come ogni show che si rispetti, c’è sempre il gran finale.
Per Antinucci sul web regna “la tendenza al sequestro!

Amici TUTTI, allora tessiamo TUTTI un elogio del buon sequestro!

Sono felice di farmi sequestrare da questo mondo senza controllo, senza garanzie, senza autorità, senza titoli e senza pregiudizi, in cui posso trovare e scegliere tutte le fonti che voglio senza che nessuno censuri nulla preventivamente e decida per me ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Sono contento che alla verifica e al controllo contribuiscano TUTTI, e non pochi eletti a garanti della verità.
Augias! Antinucci! Noi godiamo di questo sequestro.

E lasciateci godere.

(in fondo Laterza ve la lasciamo, state sereni)


FIRMATO
Tutti gli uomini liberi che liberamente navigano sul web
e che scrivono pagine geniali - ma sempre discutibili - come questa
senza bisogno di titolarsi e qualificarsi preventivamente


p.s. abbiamo tralasciato per decenza ed eleganza di segnalare le inclinazioni paternalistiche di Augias (“c’è un giovine in sala”) o il latinorum che Antinucci nel XXI secolo impiega ancora per dare lustro alle fesserie che dice. Lo ripetiamo: il loro è proprio un altro mondo.

* per godersi lo show integralmente cliccare sul seguente link certificato da RaiTv: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-07d7bbcf-3a03-436b-8fde-286876edf964.html

www.netfuturismo.it

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26 Comments:

At 27 ottobre, 2009 19:05, Blogger Paolo said...

Questo commento è stato eliminato dall'autore.

 
At 27 ottobre, 2009 19:14, Blogger Giulio Morera said...

Augias e Antinucci: Salutatemi gli amici Dino e Sauro!

 
At 27 ottobre, 2009 20:37, Blogger Elisabetta Mattia said...

Se non fosse che l'accaduto è tanto ignobile quanto grottesco, i due fanno tanta tenerezza. Due vecchietti che si beano dei tempi andati quando bastava il buon nome di Laterza
O TEMPORA O MORES!!!! :D

 
At 27 ottobre, 2009 20:41, Blogger AlterHeads said...

Non Riesco a finire di leggere l'articolo, con due stati d'animo in contrapposizione, divertimento per le boiate espresse ed indignazione e sconforto proprio per la grandezza delle boiate dette!

Questa, magari è gente che insegna alle università, nelle scuole, ed è normale che i poveri ragazzi ne escono disaffezionati e si sentono fuori luogo rispetto alla popolazione del resto del mondo!

E' vero, dimenticavo, loro vogliono che la cultura venga filtrata e censurata! Ma da chi? non si rendono conto che questo metodo è stato usato subdolamente da una certa classe politica per tutta la seconda metà del secolo scorso, e che se oggi il mondo si trova ad affrontare seri problemi, lo si deve solo a quella tipologia di pensiero?

La libertà è ben altra cosa, ed a molti, a quanto si evince, fa paura!

 
At 27 ottobre, 2009 23:27, Anonymous Anonimo said...

BRAVO BRAVO BRAVO

 
At 28 ottobre, 2009 00:27, Blogger Antonio Saccoccio said...

ragazzi, potete scrivere quello che vi pare, ma non mi convincete.
non avete superato nessun controllo.
e scommetto che non avete uno straccio di pubblicazione!

controlli ragazzi. ci vogliono controlli. fatevi fare un controllo da qualcuno prima di scrivere. ma da qualcuno titolato altrimenti non vale.

IO MI FIDO DI LATERZA

 
At 28 ottobre, 2009 00:34, Blogger Elisabetta Mattia said...

Anto io non mi fido neanche di te! Tu che garanzie dai? :D

 
At 28 ottobre, 2009 00:42, Blogger Antonio Saccoccio said...

Io nessuna te ne do e te ne voglio dare. ;)

Come sai non ho mai pubblicato sul web un mio curriculum e lo farò solo se costretto.

Che ognuno venga giudicato per quello che sa, e non per quello che è!

CORAGGIO RAGAZZI!

PER TRAVOLGERE IL PASSATISMO CI VUOLE SOLO CORAGGIO!

coraggio. tanto coraggio. sempre coraggio.

 
At 28 ottobre, 2009 15:21, Blogger Serena Peterlin said...

Questo commento è stato eliminato dall'autore.

 
At 28 ottobre, 2009 15:27, Blogger Serena Peterlin said...

Le opinioni espresse da Augias sono fastidiosamente illogiche proprio perchè non comprovate da alcun argomento dimostrato o dimostrabile.
Sono sensazioni, sono reazioni istintive; e come tali potremmo anche pazientemente considerarle inevitabile espressione (generazionale) di un ovvio passatismo, o meglio, di conservatorismo culturale.
Ma il punto non è, ahimè, questo.
Il punto è il feudalesimo culturale a cui Augias è, da ricco vassallo qual è, abbarbicato.
In ragione di questo suo feudo gode di immunità (non devo dimostrare di aver ragione, ce l'ho perchè sono io) e di vistosi privilegi.
Se Augias (o il suo corifeo/interlocutore/autore che in trasmissione cambia giorno per giorno) si svegliasse una mattina e decidesse di scrivere un saggetto su "Il pitale di Lucrezia Borgia" o un romanzetto giallo su "Il cibo preferito di Pacciani per merenda", o anche uno studio sociologico su "Pericolo! Internauti!" avrebbe prostrati davanti a sè editoria e università, media tv e magari anche un finanziamento europeo.
QUESTO è il punto, ragazzi.
Per me, come al solito, il problema è politico.
Anzi il problema è di razzismo politico-culturale.
Per questo ho lanciato tra i primi un razzo di avvertimento.
Ormai in molti sappiamo che questo è IL pericolo, ma dobbiamo trovare il coraggio e la ostinazione necessari per continuare a lanciare razzi di allarme. E dobbiamo tutti studiare per affilare l'arma della risposta: punto su punto come ha fatto il grande Antonio!
Il razzo è vita, la tv dirigista e apparentemente democratico-politicamente corretto di costoro è palude miasmatica.

28 ottobre, 2009 15:21

 
At 28 ottobre, 2009 15:28, Blogger Serena Peterlin said...

avevo eliminato il commento precedente pechè mi erano sfuggiti un paio di refusi.
Capita, su Internet (non da Laterza)

 
At 28 ottobre, 2009 15:33, Blogger Marco Raimondo said...

Augias e Antinucci solo solo pedine di un sistema che controlla le coscienze e promuove ancora principi ormai sepolti da secoli.

Noi Net.futuristi insieme a tutti i liberi pensatori veramente progressisti e democratici rovesceranno questo sistema d'informazione monodirezionale e autoritario!

adF!

 
At 28 ottobre, 2009 15:49, Blogger Antonio Saccoccio said...

Io credo che la loro sia davvero una mentalità feudale, come bene ha notato Maria Serena.

Stare lì a difendere il proprio feudo è davvero insensato oggi.

Tutto il mondo va verso l'apertura, la completa apertura.

E loro cosa fanno? Si arroccano nella fortezza del potere/sapere delegittimando ogni nuova forma di conoscenza e organizzazione politico-sociale.

Sia chiaro a tutti: quesot attacco ad Augias e Antinucci è e deve diventare il primo di una serie. Questo attacco deve diventare come una bandiera attorno alla quale bisogna riunirsi e collaborare TUTTI per evitare che questa gente possa infangare le più grandi conquiste dell'umanità.

ad futurum

 
At 28 ottobre, 2009 21:50, Blogger Almansi said...

"ragazzi, potete scrivere quello che vi pare, ma non mi convincete.
non avete superato nessun controllo. e scommetto che non avete uno straccio di pubblicazione!"
(Antonio Saccoccio, 28 ottobre, 2009 00:27)

:D

Beh, essendo una dinosauressa classe 52, qualche pubblicazione cartacea ce l'ho. O piuttosto ce l'avevo, perché gli editori beneamati da Augias e Antinucci mandano i libri cartacei al macero dopo pochi anni.
Un'antologia che mio marito ed io avevamo fatto tenendoci il © la sto pubblicando in versioni che crescono man mano che rintraccio gli aventi diritto dei pezzi antologizzati sull'Internet Archive. Ma negli altri casi, dove sono gli editori ad avere il ©, ti vengono voglie di autopirateria...

 
At 28 ottobre, 2009 22:37, Blogger Serena Peterlin said...

Gli Editori se e quando scelgono di pubblicare un'opera ne decidono la sorte: 1000 copie? 2000? un numero x? e poi? Poi accade che rifiutino di ristampare anche se ci sono richieste dei lettori! E il libro, semplicemente, sparisce dalla circolazione. La questione è grave e, a mio avviso, scorretta. Molti testi vanno al macero, anche per risparmiare sul magazzino! L'editoria on-demand, che potrebbe essere una via d'uscita interessante, è lasciata all'intraprendenza degli Autori. Ma un autore non è affatto un imprenditore, fa un altro lavoro! Inoltre gli Autori non hanno, né possono avere, contatto con la grande distribuzione e quindi sono, di fatto, esclusi dalla possibilità di promuovere un'opera, anche nel caso fosse un capolavoro (e ce ne sono di esempi!)

Per concludere difendere le industrie editoriali o case editrici non significa certo sostenere la letteratura o le opere importanti, ma significa appartenere ad un apparato di riferimento.
A questo punto ha ancora più ragione Antonio! Questo è solo l'inizio della nostra ribellione.

 
At 28 ottobre, 2009 23:02, Blogger Antonio Saccoccio said...

@Almansi, ottimo contribuoto il tuo.

Qui siamo tutti stratitolati e abbiamo le nostre pubblicazioncelle, ma nessuno NESSUNO NESSUNO ha mai messo avanti quelle pubblicazioni per darsi credibilità.
Qui si è sempre discusso, polemizzato, criticato ma con ARGOMENTAZIONI.

ARGOMENTAZIONI, CI VOGLIONO ARGOMENTAZIONI.

ce ne sbattiamo delle pubblicazioni, dei titoli e del latinorum.

SIAMO NEL 2009 d.C. e i curriculum per noi sono carta straccia.

 
At 28 ottobre, 2009 23:51, Blogger Stefano Balice said...

mioddio, peggio per loro.
Creative Commons e Open Source sono alcuni di quei concetti che ti migliorano la vita...
...ma temo che l'egregio Antinucci sarebbe capace di pubblicare un libro sul "Sorcio Aperto",data l'erudizione...

 
At 29 ottobre, 2009 00:36, Blogger Elisabetta Mattia said...

Il primo fondamento della teoria dell'informazione si sa è quella che cambia appena c'è un'evoluzione tecnologica. Ma loro lo sanno bene, non sono mica così sprovveduti, però più tardi uno se ne accorge meglio è. Nel frattempo incensiamo di aura Laterza che qualcuno ancora ci casca.
Sveglia! Siamo nel web 3.0!

 
At 29 ottobre, 2009 00:38, Anonymous Carletto said...

LATERZA DIXIT ET DOCET

 
At 29 ottobre, 2009 19:35, Blogger Antonio Saccoccio said...

@Stefano, dopo il tuo fenomale post non posso che inchinarmi a chi come te ancora non ha un editore qualificato!

@Elisa, il web 3.0 lo faremo noi! attenzione al web semantico, aspettiamo prima e vediamo come si proporrà.

IO NON MI FIDO DI LATERZA.

 
At 30 ottobre, 2009 00:17, Blogger Stefano Balice said...

grazie Antonio! :)

Non sarà il web semantico a rivoluzionare le cose, per quanto possa risultare utile.
Il web 3.0 per come lo intendo io è dato da un uso corretto del 2.0, ossia MASSIMA CREATIVITA' DA PARTE DI TUTTI.

 
At 30 ottobre, 2009 13:40, Blogger Antonio Saccoccio said...

Certo Stefano, il web 3.0 è già il nostro web.

L'abbiamo creato noi con il nostro network creativo e i nostri GSPPN.

Il web semantico poco mi convince, lo sai! Staremo a vedere.

 
At 31 ottobre, 2009 14:10, Blogger Elisabetta Mattia said...

Sdoganiamo i gsppn!
La vera alternativa è lì e l'abbiamo creata noi!
GSPPN!

 
At 01 novembre, 2009 20:05, Anonymous Markus said...

condivido tutto.

 
At 02 novembre, 2009 00:39, Blogger Antonio Saccoccio said...

I nostri GSPPN sono troppo avanti rispetto a qualsiasi pratica attuale sul web. Si fa fatica addirittura a spiegarli e far intendere ciò che c'è dietro.

Comunque mi sembra il caso di riportare - anche se molto nota - la celebre vicenda del confronto tra wikipedia e enciclopedia Britannica.

La rivista scientifica Nature aveva condotto uno studio da cui era risultato che la qualità di wikipedia era pari a quella dell'enciclopedia Britannica. Il numero di errori riscontrato si equivaleva.

http://punto-informatico.it/1368063/PI/News/wikipedia-buona-quanto-britannica.aspx

Wikipedia esultò.

Britannica criticò l'indagine di Nature.

http://corporate.britannica.com/britannica_nature_response.pdf

Nature rispose punto per punto.

http://www.nature.com/nature/britannica/eb_advert_response_final.pdf

Da tutta la vicenda wikipedia, che era nata da soli 5 anni, ne uscì rafforzatissima.

Si confermava l'inizio di una nuova era per la diffusione del sapere.

Ma molti ancora oggi non se ne sono accorti.

Oggi con questo contrattacco nei confronti della TV passatista vogliamo riportare l'attenzione su questi temi cruciali.

 
At 08 novembre, 2009 08:08, Anonymous Anonimo said...

Perche non:)

 

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